• La cardiomiopatia dilatativa indica una condizione patologica in cui i due ventricoli del cuore sono dilatati oltre la norma. Incapaci di pompare una quantità di sangue ottimale si genera una insufficienza cardiaca. 

    Alla base di questa disfunzione, che può svilupparsi a qualsiasi età ma colpisce prevalentemente al di sotto dei 50 anni, ci possono essere cause genetiche (25-30% dei casi), infezioni virali o batteriche, ma anche alcuni disturbi ormonali cronici non adeguatamente controllati, come il diabete mellito o malattie tiroidee. Altre cause molto più rare possono essere l’artrite reumatoide, il lupus erimatoso o la sclerosi sistemica.

    SINTOMI

    I sintomi più tipici sono rappresentati dalla facile affaticabilità e dalla difficoltà di respirazione sotto sforzo (dispnea da sforzo). Qualora all'origine della malattia ci fosse un infezione è possibile che appaia una febbre e uno stato simil influenzale. 

    DIAGNOSI

    La diagnosi viene effettuata in relazione ai sintomi, ad un esame medico specialistico e confermata da approfondimenti diagnostici come l’ecocardiogramma, la risonanza magnetica cardiaca fino alla biopsia del muscolo cardiaco.

    In caso di sospetta infezione saranno anche svolte analisi per determinare l’origine della stessa, mentre in caso di sospetta origine genetica verranno effettuati analisi genetiche anche sui familiari del paziente.

    TRATTAMENTI

    Al momento i trattamenti d’elezione sono rappresentati dal vasto spettro di farmaci utilizzati per l’insufficienza cardiaca e nella prevenzione di aritmie. 

    È possibile che sia utilizzato anche un pacemaker o, nei casi estremi, che sia richiesto un trapianto cardiaco.

     

    La sezione è stata sviluppata con il contributo non condizionante di

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  • È in corso presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma uno studio clinico ideato per studiare l'uso precoce di ivabradina in pazienti, di età compresa tra i 6 mesi e i 18 anni, con cardiomiopatia dilatativa e frazione di eiezione (EF) inferiore al 45%.

    La cardiomiopatia dilatativa pediatrica è una malattia molto rara e può avere origine da un difetto genetico ma anche essere una conseguenza di infezioni virali, anche piuttosto comuni in età pediatrica. “È una malattia molto seria in questa fascia di età, infatti sia il rischio di mortalità che quello di ospedalizzazione sono molto più elevati rispetto alla popolazione adulta. Questi giovani hanno come unica prospettiva di guarigione il trapianto di cuore ma in un contesto come quello italiano in cui le donazioni d’organo sono molto limitate, è realmente complesso trattare questi pazienti.”È il commento della dott.ssa Rachele Adorisio, responsabile della Unità Operativa Semplice Terapie Cardiovascolari Avanzate, Dipartimento di Cardiologia, Cardiochirurgia e Trapianto cuore-polmone, IRCCS Bambino Gesù e responsabile dello studio “Early Administration of Ivabradine in Children With Heart Failure (EASI-Child)” registrato con codice identificativo NCT04405804.

    Lo studio, indipendente e senza scopo di lucro, è stato ideato, metodologicamente sviluppato e finanziato dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù con un contributo parziale, pari ad un terzo, del Ministero della salute attraverso fondi dedicati alla ricerca.

    È quantomai necessario oggi sostenere la ricerca indipendente, una ricerca ritagliata sul paziente. In questo specifico contesto, poi, la ricerca clinica è fondamentale perché pur trattandosi di una patologia ad alto rischio di morte si hanno pochissime evidenze a livello di studi clinici. Le stesse indicazioni ormai consolidate nella popolazione adulta, come quelle sui Beta-bloccanti, non sono direttamente trasferibili in questi giovani pazienti.”

    Il tema della ricerca pediatrica e delle difficoltà ad essa connessa emerge con forza anche quando si utilizza un marker biologico apparentemente semplice come la frequenza cardiaca “Lo scopo di questo studio è quello di valutare se intervenire su un marker biologico così facilmente misurabile come la frequenza cardiaca, possa aiutare a migliorare la prognosi. Negli adulti le evidenze cliniche hanno mostrato che questo è vero e si può abbattere il rischio relativo di morte di un punto percentuale per ogni battito medio ridotto. Nei bambini però tutto è più complesso perchè la frequenza cardiaca non solo è di per sè più alta ma è differente per fascia di età. Pediatrico infatti vuol dire neonato, bambino, adolescente, una variabilità enorme che rende difficile determinare un unico valore di riferimento”.

    Oltre alla definizione dei valori clinici, la ricerca pediatrica sconta anche una maggiore difficoltà per la mancata disponibilità dei farmaci, come in questo caso per cui “questo studio è nato con l’utilizzo in “off-label” dell’ivabradina, il cui utilizzo è riconosciuto per l’età pediatrica dalla FDA ma non ancora dall’AIFA.”

    Il farmaco di riferimento per questa ricerca è un bradicardizzante specifico: l’ivabradina. Questo è un inibitore selettivo dei canali funny del potassio (If del potassio) capace di bloccare selettivamente la corrente If, un importante meccanismo di controllo del ritmo cardiaco, senza interferire su altri tipi di regolazione. Ivabradina ha quindi dimostrato di riuscire a diminuire la frequenza cardiaca aumentando al contempo la gittata cardiaca.

    Lo studio, di fase 2, è definito pilota “anche per rafforzare il profilo di sicurezza che in questo caso è dato proprio dal marker biologico della frequenza cardiaca. Infatti l’arruolamento è scaglionato in base al numero di eventi avversi osservati nei primi 4 pazienti, per poi procedere di 2 in 2 in assenza di eventi.

    La misurazione degli obiettivi prevede primariamente la valutazione della risposta sulla frequenza cardiaca dopo 14 giorni di terapia stabile con ivabradina e  secondariamente all’analisi dello stesso parametro a tempi successivi. Inoltre saranno valutati una serie di parametri clinico-fisiologici relativi alla funzionalità cardiaca.

    Lo studio clinico è stato avviato nel maggio 2020 ed è ancora attivo e aperto al coinvolgimento dei giovani pazienti, con un età compresa tra i 6 mesi e i 18 anni, presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. 

    Secondo la scheda informativa della ricerca, possono partecipare allo studio i pazienti con:

    • Cardiomiopatia dilatativa definita secondo le indicazioni della Cardiomyopathy Task Force (dilatazione > 2 Deviazioni Standard (DS) e ipocinesia);
    • Classe NYHA / Ross ≥ II;
    • Frazione di eiezione < 40%;
    • Pazienti con episodi di insufficienza cardiaca acuta (sia nuovi episodi che recidiva) negli ultimi tre mesi;
    • Pressione arteriosa sistolica > 50° età e altezza;
    • Frequenza cardiaca: 6-12 mesi: ≥105 bpm, >1 anno <3 anni: ≥95 bpm, 3-5 anni: ≥75 bpm, 5-18 anni: >70 bpm.

    Esistono anche una serie di criteri che non consentono di partecipare a questa sperimentazione, come:

    • Shock cardiogeno nei tre mesi;
    • Cardiomiopatia ipertrofica, restrittiva o mista;
    • Miocardite linfocitica acuta diagnosticata con biopsia endomiocardica;
    • Patologia valvolare significativa ed altri.

    Qualora si fosse interessati alla sperimentazione è possibile contattare il centro di ricerca scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per accedere ad una valutazione medica approfondita del proprio caso.

  • È in corso di svolgimento uno studio internazionale per il trattamento dei pazienti con Cardiomiopatia dilatativa (DCM, dilated cardiomyopathy) sintomatica dovuta alla mutazione delgene LMNA.

    Il gene LMNA, presente sul cromosoma 22 (1q22), codifica per la lamina A/C, una proteina fondamentale dell’involucro nucleare della cellula che, quando mutata, provoca la cardiomiopatia dilatativa familiare con difetto di conduzione. Questa rappresenta una condizione rara, che di solito esordisce all'inizio dell'età adulta o poco più avanti. In alcuni casi la manifestazione della malattia è causa di morte improvvisa, soprattutto nei giovani.

    Il trialclinico "A Study of ARRY-371797 (PF-07265803) in Patients With Symptomatic Dilated Cardiomyopathy Due to a Lamin A/C Gene Mutation", dal numero identificativo NCT03439514, analizza il farmaco ARRY-371797 (PF-07265803) ed è uno studio di fase 3, internazionale, randomizzato e controllato con placebo. Sostenuto dalla Pfizer, lo studio è stato avviato nel 2018 e in 10 dei 12 centri italiani è ancora possibile chiedere di partecipare. Si stima che la sperimentazione terminerà nel 2024.

    Cos’è la cardiomiopatia dilatativa?

     La cardiomiopatia dilatativa è una malattia che compromette la funzionalità cardiaca.È una patologia caratterizzata da una dilatazione di uno o di entrambi i ventricoli. Questa dilatazione causa una contrattilità alterata e un conseguente deficit funzionale. Infatti, il continuo allargamento dei ventricoli causa un declino della funzione ventricolare, seguito da anormalità nel sistema di conduzione, aritmia ventricolare, tromboembolismo e arresto cardiaco e morte. Senza un trapianto di cuore, la probabilità di sopravvivere è scarsa.

     

    Quali sono le cause?

    La malattia può essere dovuta a predisposizione genetica: in particolare, è associata con la mutazione nei geni della Desmina (proteina del citoscheletro), Lamina C (proteina della membrana nucleare o della miosina (proteina contrattile).

    Altre cause includono miocardite infettiva (virale, malattia di Chagas, malattia di Lyme), cardiopatia ischemica, ipertensione, trattamento farmacologico (es. antracicline), abuso di alcol, infezione da HIV, cardiomiopatia peripartum, o patologia infiltrativa.

    Disegno dello studio e obiettivi

    La ricerca prevede la partecipazione 109 centri clinicidislocati in tutto il mondo e il coinvolgimento di 160 pazienti che saranno divisi in 2 gruppi di trattamento:

    • un gruppo riceverà il farmaco ARRY-371797 (PF-07265803)
    • un gruppo riceverà il trattamento placebo

    La ricerca sarà condotta in 2 fasi:

    • La prima parte prevede un trattamento in doppio cieco, quindi né i pazienti, né gli sperimentatori saranno in grado di conoscere il tipo di trattamento assegnato.
    • La seconda parte sarà in open label, cioè in aperto,durante il quale sia i partecipanti sia gli sperimentatori sapranno identificare il trattamento assegnato.

    Sia il gruppo con farmaco attivo che quello con placebo riceveranno una compressa per via orale, due volte al giorno. Nel gruppo attivo si somministrerà un totale di 400 mg di farmaco

    L’obiettivo primariodello studio è misurare il cambiamento nel test del cammino di 6 minuti (6-minute walk test,6MWT), che misura la distanza camminata in 6 minuti su una superficie dura e piana, dopo 24 settimane rispetto all’ingresso nello studio.

    Gli obiettivi secondari prevedono la misurazione di diversi parametri, rispetto al basale:

    • 6MTWT, alla settimana 4 e 12
    • questionario KCCQ (Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire), che misura diverse condizioni del paziente, dalla forma fisica ai parametri clinici fino alla socialità e qualità di vita, alle settimane 12 e 24
    • Misurazione PGI-S (Patient Global Impression score of Severity) dei sintomi dell'insufficienza cardiaca e delle limitazioni dell'attività fisica, alle settimane 12 e 24
    • Misurazione PGI-C (Patient Global Impression score of Change) dei sintomi dell'insufficienza cardiaca e delle limitazioni dell'attività fisica, alle settimane 12 e 24
    • Valutazione dell’impatto del farmaco verso la sopravvivenza globale, la sicurezza, il peggioramento delle condizioni cliniche
    • Misurazione, alla settimana 4, 12 e 24, del frammento amminoterminale del pro peptide natriuretico di tipo B (NT-proBNP). Questi peptidi sono normalmente prodotti dal cuore in caso di sollecitazioni e si rivelano utili nel valutare una condizione di insufficienza cardiaca.

     

     

    Come partecipare allo studio

     

    Per poter far parte dello studio è necessario avere almeno 18 anni e ed essere affetti da cardiomiopatia correlata alla proteina lamina A/C (LMNA) sintomatica di Classe II/III/ o Classe IV.

    Saranno invece esclusi coloro i quali presentano, ad esempio, altre forme di cardiomiopatia o anomalie anatomiche cardiache, malattie coronarica, valvolare clinicamente significativa.

    Sono previsti ulteriori criteri clinici di inclusione ed esclusione che devono essere valutati dal medico di riferimento.

    Dove Rivolgersi 

    Lo studio internazionale coinvolge 109 centri in 10 diversi stati. I centri clinici italiani coinvolti sono 12 in totale, di cui 10, al momento, sono ancora aperti al coinvolgimento dei pazienti.

    Lo studio è ancora in corso ma ha attualmente terminato l'inserimento dei pazienti (aggiornamento 21 settembre 2022)

     

    Ospedale Di Cattinara

     

    Trieste, Friuli-venezia Giulia, Italy, 34149

    Azienda Ospedaliera Sant'Andrea

     

    Roma, Lazio, Italy, 00189

    Ospedale Santa Maria Della Misericordia Perugia

     

    Perugia - Località S. Andrea Delle Fratte, Perugia, Italy, 6132

    Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia

     

    Pavia, PV, Italy, 27100

    Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi

     

    Firenze, Toscana, Italy, 50134

    A.O.U. di Perugia Ospedale Santa Maria della Misericordia

     

    Perugia, Umbria, Italy, 06156

    AO Ospedale Policlinico Consorziale di Bari

     

    Bari, Italy, 70124

    Azienda Ospedaliero Universitaria Consorziale Policlinico di Bari

     

    Bari, Italy, 70124

    Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia

     

    Brescia, Italy, 25123

    Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi

     

    Firenze, Italy, 50134

    IRCCS Pavia - Istituti Clinici Scientifici Maugeri

     

    Pavia, Italy, 27100

    Presidio Ospedaliero Madonna del Soccorso

     

    San Benedetto del Tronto, Italy, 63074

     

     

    Chi contattare

    Per avere ulteriori informazioni riguardo lo studio occorre contattare l’azienda farmaceutica Pfizer (contatti in inglese):

    Call center: 1-800-718-1021

    Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Per sapere qual è il centro più vicino a te, clicca qui:

    https://pmiform.com/clinical-trial-info-request?StudyID=ARRAY-797-301

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